Eccolo il pc finalmente collegato a internet e funzioante dopo quanti giorni di blocco per virus : una settimana.
Era una settimana che non si collegava in rete., 7 giorni che non entrava in chat 7*24*60*60 minuti che non la sentiva.
Il sabato prima si era quasi sentito mancare quando sullo schermo erano cominciati a scendere gli ideogrammi alla matrix, all’inizio ne era rimasto come ammaliato, ipnotizzato e si era soffermato a guardarli cadere e ammonticchiarsi sulla barra degli strumenti.
Poi una scritta lampeggiante rossa … tra 10 9 8 7 6 … il tuo pc verrà formattato ..
Aveva provato con il vecchio trucco insegnatoli dal “MAESTRO ZEN” dei pc ctrl alt canc ma invece del “task manager” era uscito un messaggio “ di ciao al tuo pc”
E tutto era diventato nero.
Con le palmi della mani sudate e la gola secca aveva cercato di riavviare il pc ma tutto quello che aveva ottenuto era “ drive C is not a valid boot device”.
“ cazzo “ aveva esclamato “ e mo che faccio ? come faccio sentirla ? non le ho dato nemmeno il mio numero di cellulare, il numero di casa, non ho la sua email e il firewall dell’ufficio … fanculo … la solita sfiga … una volta che incontro una che sembra normale … e si sfacia su tutto … calma “ aveva proferito in un soffiato quasi urlato per non svegliare nessuno nella casa ancora addormentata.
“adesso mando un messaggio allo ZEN MASTER DEL PC e mi aiuterà a sistemare tutto”
Le dita viaggiano in stereo sulla tastiera e comopongono un rapido sms “ il pc è morto … aiuto “ avrebbe voluto scrivere solo “ SOS computer “ ma sarebbe stato troppo t ragico.
Ora non restava che aspettare . ma non li davanti al pc sarebbe stato crudele per il suo cuore e le sue mani avrebbero preso il sopravvento cercando di far ripartire quel recalcitrante macinino di bit … si allontana dando un ultimo sguardo incazzoso verso quel “prodigio della tecnologia” …
“ come diceva quel saggio ? a si se gli aratri avessero funzionato come i pc saremmo ancora a dissodare la terra a mano”.
Ogni attimo guardava il cellu che non voleva squillare.
Piano piano la casa si era rianimata, il padre l’aveva raggiunto in cucina
“ com’è che non sei di la ad armeggiare con il pc?”
“ la scsiamo perdere “
“ un altro cuore digitale infranto”
Aveva sottolineato la sorella con un fare sarcastico “ ieri sera è stato la davanti alla tastiera fino alle 2 … avrà litigato … oppure qualcuna avrà visto la sua foto ed è scappata come sempre … il mostro della rete lo chiamano”
“ non dire così di tuo fratello” aggiunge la madre
“ tragedia si ma niente cuori infranti … si è impastato il pc non ne vuole sapere di riconnettersi …”
“ non osare toccare il mio portatile sai? Devo scriverci la tesi … non puoi assolutamente toccarlo”
“ lo so lo so il tuo pc è offlimits e poi hai messo la pw non si riesce ad entrare “
“ papa quello smanettane ha cercato di usare il mio pc digli qualcosa “
Io vado a meditare in camera mia sulle mie disgrazie ci si sente dopo.
L’sms dello zen master era arrivato verso le 2 del pomeriggio “ sono in vacanza a santo domingo mi spiace non ti posso aiutare”
Mesto aveva portato il cadavere al negozio sotto casa che gli aveva pelato 200 euro di assistenza e una settimana di prognosi.
Ma finalmente eccoci qua al power on tutto ok … la schedina quella della rete senza fili aveva preso facilemente e via a navigare user name e pw 240 mail …
Le prime 230 mail di spam e 10 messaggi di lei … alcuni dolci e poi sempre più tristi
“ senti se non ti sono piaciuta potevi anche dirlo … ma scomparire così … dopo tutto quello che ci eravamo detti … “
“ azzo e adesso come fo …
Accesso iperapido alla chat e ingresso nella stanza “ no woman no cry “ e attesa sotto coperta come un coccodrillo.
Un saluto veloce al resto della ciurma e il solito comando :locate dubqueen … ultimo accesso il giorno prima alle 23.00.
Non restava che aspettare
“ vieni a tavola che è pronto”
“ arrivo mamma scrivo un messaggio e arrivo “
“ non preoccuparti ciccina … mi si è rotto il pc … e zen master non poteva aiutarmi … non volevo lasciarti sola … per la prossima volta magari ti lascio il mio cellulare “
Invio … la barra di progressione effettua la sua danza comincia veloce per poi diventare interminabile … sotto un cartello : “computer non connesso alla rete “
“ fanculo”
“ amore non si dicono le parolacce vieni che è pronto”
Recalcitrante si allontana dal pc e strascicando i piedi segue la mamma verso la cucina .
Mentre sta per addentare il primo piatto boccone di pasta la cavalcata delle valchirie inonda la c asa
“ non osare alzarti per andare a rispondere al cellulare “ gli intima il padre
“ lo sai he il pranzo e sacro e non ci si alza se non per emergenze “
“ lo so papà …e poi sarà lo zen che vuole dirmi che è tornato a casa e che può aiutarmi con il pc … arriva sempre dopo lui … “
Finito di mangiare si ferma a guardare dribblig in tv un intervista all’allentaore della nazionale le solite parole di circostanza sulla partita … ma sempre interessanti.
Si siede al pc comincia ad armeggiare con l’antennino fino a che non riconosce di nuovo la rete “ quando servi tu non ci sei mai vero …”
Con un gomito tocca dentro il cellulare che attera quasi dolcemente nella folta moquette della camera da letto, si china a raccoglierlo e apre lo sportellino il numero è un vodafone sconosciuto … il cuore comincia a battergli all’impazzata …. Mentre compone il numero rapido
“ il numero da lei chiamato non è al momento disponibile “ ma fan culo …
Il cellulare comincia a trillare sullo schermo scorre la scritta “ zen master “
Risponde secco